Domenica di carta: gli inizi della grande industria casearia

Como - Archivio di Stato di Como

11 ottobre 2015 - mostre

Un invito  rivolto  non solo ai topi d’archivio: si parla di formaggi…

gli inizi della grande industria casearia

 

Dalle casere di Rompeda, sopra Bajedo, in Valsassina è passata la storia dell’industria casearia lombarda ed italiana le cui vicende sono state ricostruite attraverso le carte d’archivio

dal prof.  Michele Corti,

docente presso il Dipartimento di Scienze per gli Alimenti,la Nutrizionee l’Ambiente dell’Università degli Studi di Milano

 

e dal prof. Claudio Besana

docente presso il Dipartimento di Storia dell’ Economia, della Società e di Scienze del Territorio “M. Romani”  dell’Università Cattolica di Milano

 

che interverranno

domenica 11 ottobre alle ore 16,30

 

I documenti testimoniano l’attività delle ditte, provenienti dai centri del commercio caseario della pianura lombarda e piemontese, dal Lecchese e anche di matrice locale, che alla fine del XIX secolo promossero la realizzazione di nuove casere addossate ai fianchi delle montagne per sfruttare le correnti di aria fredda che consentivano di mantenere temperatura e umidità quasi costanti tutto l’anno, ideali per stagionare formaggi quali lo stracchino di Gorgonzola.

Le ditte che costruirono e gestirono casere in Valsassina si inserirono anche nell’ economia del territorio stabilendo contratti con i casari locali.

Gli sviluppi industriali, che coincisero con il periodo 1880–1910, poterono contare su un capitale umano che si era formato in secoli di lavoro di alpeggio, transumanza e attività di produzione, stagionatura e commercializzazione dei formaggi.

Nel 1915 all’inizio della guerra il fatturato medio annuo della vendita all’estero del solo formaggio gorgonzola era di 15 milioni di lire, tanto chela Cameradi Commercio di Lecco ne chiese una deroga al divieto di esportazione almeno per le Americhe ed i paesi alleati.

 

Galbani, Invernizzi, Locatelli, Polenghi sono i nomi che si incontrano nelle carte d’archivio, nomi di dinastie imprenditoriali che fecero conoscere nel mondo una delle eccellenze alimentari italiane.

 

All’incontro sarà presente l’arch. Chiara Rostagno che, quale funzionario di zona della Provincia di Lecco, dal2010 ha soprinteso per il Ministero numerosi interventi di restauro monumentale di compendi attinenti anche all’industria casearia, aventi interesse culturale.La Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Milano ha competenze specifiche nella tutela delle bellezze paesaggistiche e conduce attività di tutela anche degli ambiti di interesse pubblico presenti in Valsassina.

 

L’Istituto sarà aperto dalle ore 14,30 alle ore 18,30 con l’esposizione dei documenti.

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