Storia

L'Archivio di Stato di Como è un istituito con D.M. 5 gennaio 1943 come Sezione di Archivio di Stato e apre al pubblico il 1 marzo 1943.

Assume il nome di Archivio di Stato in seguito al D.P.R. 30 settembre 1963 n1409. Fin dal 1939, Matteo Gianoncelli, che ne è il fondatore, è incaricato dal prof. Enrico Besta, commissario governativo per la costituzione degli Archivi di Stato nei capoluoghi lombardi, di esperire indagini per il reperimento del materiale archivistico sparso nella provincia e di assumere i primi contatti con le istituzioni pubbliche e statali. Risalgono a quel tempo i contatti col Ministero dell'Interno, con il Soprintendente Archivistico, col Prefetto di Como, con le Autorità  Municipali.

La prima sede è individuata nella Villa Ala Ponzoni, già  dell’Istituto Provinciale Sordomuti, via Borgovico 114, e prima ancora dimora delle famiglie Ala-Ponzoni cremonese e Melzi di Milano, a quel tempo di proprietà  dell’Amministrazione Provinciale di Como. La sede ha una capacità  di circa 6 chilometri di scaffalatura. Tra il 1 marzo del 1943, giorno dell’apertura al pubblico e il successivo mese di Luglio, in pieno periodo bellico, viene perfezionato burocraticamente il primo versamento costituito dal Fondo Notarile comprendente gli atti dei notai e le rubriche e volumi dal 1329 al 1799, un complesso di buste e volumi per circa 1.400 metri di scaffalatura, che verosimilmente si trovava gi presso la nascente Sezione d’Archivio all’apertura dei battenti.

Sul finire del 1943 e agli inizi del 1944 si acquisisce per versamento il così detto Archivio Storico della Regia Prefettura (1700-1866), suddiviso in tre periodi: 1 Periodo (dal 1700 al 1791), 2 Periodo (dal 1800 al 1816), 3 Periodo (dal 1815 al 1866). Tale Archivio, la cui importanza era ben nota ai vertici della Prefettura medesima, era stato conservato fin dal 1936 in quattro locali all’ultimo piano del Museo Civico Archeologico. Nell’ottobre del 1944 Matteo Gianoncelli ottiene dal Consiglio Provinciale della Economia Corporativa il deposito dell’Archivio delle cessate Camere di Commercio di Como e di Lecco, rispettivamente 1786-1927 e 1863-1933. Nel 1947 viene versato l’Archivio del Comitato Provinciale di Liberazione Nazionale di Como (1945-1947) e viene depositato l’Archivio Storico Comunale di Como che dal 1898 era stato trasportato da Palazzo Cernezzi, sede attuale del Municipio, ai locali del Liceo Ginnasio in via C. Cantù, perché ivi aggregato alla Biblioteca Comunale.

Nel 1934 detto archivio era stato trasportato nel palazzo ex-Olginati ora sede del Museo del Risorgimento, mentre durante il periodo bellico era stato evacuato presso l’Abbazia dell’Acquafredda presso Lenno, sul lago di Como. Nello stesso anno 1947 Gianoncelli organizza il trasporto dell’archivio del Subeconomato dei Benefici Vacanti di Asso, Bellano, Brivio, Como, Gravedona, Lecco, Menaggio, e Missaglia (1860-19231), quello della Intendenza di Finanza (1869-1927), insieme con quello della Imperiale Regia Intendenza (1814-1859), della Direzione Provinciale del Demanio (1810-1865), dell’Asse Ecclesiastico (1868-1922). Nel 1947 arrivano all’Archivio di Stato anche i fondi archivistici dall’Ufficio Tecnico Erariale con le mappe, le volture, i registri partitari del Catasto di Maria Teresa, del Catasto Cessato o Lombardo Veneto e degli Aggiornamenti cos come il carteggio del cessato Ufficio Tecnico di Finanza (1906-1929). Questo materiale storico era conservato fin dal 1944 presso la sede dell’Intendenza di Finanza nel locale denominato “Sacrestia”, dopo che nell’ottobre dello stesso anno per ordine del Comando germanico dovette essere evacuata la sede di via Sinigaglia. Precedentemente, nel luglio del 1946, era stato accertato dalla Polizia Tributaria che il materiale era stato manomesso da un furto, parte di esso fu rintracciato in un negozio di carta da macero, furono asportati in tutto 1300 pezzi, dei quali solo piccola parte reintegrati. Perviene all’Archivio di Stato nell’agosto del 1947 il poderoso archivio del Tribunale di Como (1816-1859) di prima istanza civile, criminale, mercantile, i fascicoli processuali civili e penali, gli atti della Procura del Re di Como e di Lecco, le carte del soppresso Tribunale di Lecco e quelle della Corte d’Assise. Tra il 1948 e il 1950 pervengono gli archivi degli Uffici Distrettuali delle Imposte Dirette di Menaggio (1722-1850), delle Imposte di Oggiono, delle Imposte di Cantù, delle Imposte di Merate, di Erba, di Como.

Nel 1948 viene depositato il ricco e antico archivio dell’Ospedale Sant’Anna e Uniti Luoghi Pii insieme con gli annessi archivi degli Ospedaletti antichi, del Monastero di san Carpoforo e della Famiglia Mugiasca. Pochi mesi dopo viene depositata pure la Biblioteca storico-medico-giuridica dell’Ospedale Agli inizi degli anni Cinquanta, con i versamenti dagli Uffici di Leva dell’ex circondario di Como e di Lecco, la struttura documentaria dell’Archivio di Stato era nelle sue linee fondamentali delineata. I fondi archivistici pervenuti in seguito, numerosi e importanti, costituiscono perché un seguito e un completamento a quella linea tracciata fra il 1943 e il 1951. Il 20 luglio 1957 Matteo Gianoncelli sostituito nella direzione dal dott. Corrado Pecorella che rimane alla guida dell’Archivio di Stato per due anni, fino al 1959 quando subentra alla testa dell’Istituto la dott.ssa Gabriella Poli Cagliari che rimane a Como fino all’aprile del 1986, per poi passare a capo dell’Archivio di Stato di Milano. Nel 1965, sotto la direzione della dott.ssa Gabriella Poli Cagliari, l’Archivio di Stato trasloca nella sede attuale di Via Briantea n 8, in un contesto condominiale. La nuova struttura ha una capacità  di circa 10 chilometri di scaffalatura ed purtroppo ormai satura, rendendo impossibile l’acquisizione di nuovo materiale. Nel 1986, la direzione dell’ufficio comasco passa quindi nelle mani della dott.ssa Maria Palma fino al 1993, quindi del dott. Vincenzo Intelligente (dal 1993 al 1997), della dott.ssa Maria Luisa Corsi (a scavalco da Cremona, dal 1997 al 2001) e infine all’attuale direttore dott.ssa Lucia Ronchetti dal febbraio 2001. L’Archivio di Stato di Como conserva, per fine istituzionale, gli archivi prodotti dagli uffici dello Stato nella provincia di Como e di Lecco. Ha acquisito perché numerosi e importanti depositi ed alcune donazioni. Tra i depositi vi sono quelli della Camera di Commercio di Como e di Lecco, dell’Ospedale Sant’Anna e del Comune di Como.

Tra i doni quello dell’archivio della famiglia Rosnati, della famiglia Castelbarco Pindemonte, dell’Archivio delle Filande e Tessiture Costa. La documentazione tutta destinata alla consultazione per scopi di ricerca storica e per una funzione di garanzia della certezza del diritto. La consultazione del materiale avviene tramite gli inventari dattiloscritti e digitali, che contengono la descrizione di ogni unità  documentaria, sintetica o analitica, a seconda del criterio di inventariazione. L’Archivio di Stato di Como, situato in una città  di confine con la Confederazione Elvetica sempre stato attento ai rapporti con il Cantone Ticino e ha costituito per gli quegli studiosi un punto di riferimento, tanto più che fino alla seconda metà  dell’Ottocento la Diocesi di Como comprendeva ancora tutto il Cantone fino a quando fu nominato il vescovo di Lugano.

Tanta parte della storia antica del Cantone conservata, come fatto naturale, nelle carte dell’archivio di Stato di Como. Costante pure stato il rapporto dell’Istituto con i principali organi pubblici e privati della città  e della provincia. I contatti con il mondo imprenditoriale, soprattutto nel campo serico, sono stati invece coltivati soprattutto sotto la direzione della dott.ssa Gabriella Poli Cagliari, promotrice fra le altre di una mostra sulle Fortune della seta che ebbe pur in versione rielaborate una prima esposizione a Villa d’Este dove si teneva l’annuale manifestazione internazionale del settore intitolata Idea Como, quindi presso la sede della Rinascente di Milano e la sede espositiva di San Francesco di Como.